Bitfinex, un exchange di criptovalute con sede a Hong Kong, ha subito una violazione catastrofica nell'agosto 2016, perdendo 119,756 BTC, per un valore di circa 58 milioni di dollari USA all'epoca. L'attacco, riportato da Reuters e CoinDesk, ha visto gli hacker eseguire 2,000 transazioni non autorizzate dai wallet separati degli utenti a un singolo indirizzo, nonostante Bitfinex avesse utilizzato la sicurezza multi-firma di BitGo. Il furto, al prezzo di Bitcoin di circa 485 dollari a moneta per CoinGecko, ha innescato un crollo del 20% del valore di mercato di Bitcoin e ha spinto Bitfinex a interrompere il trading, i prelievi e le transazioni in dollari USA. Per distribuire la perdita, l'exchange ha ridotto tutti i saldi dei clienti del 36%, emettendo token BFX per compensare le perdite, una mossa che ha scatenato la reazione negativa degli utenti ma che rifletteva l'entità della crisi.
Nel luglio 2023, Bitfinex ha recuperato 315,000 dollari in contanti e criptovalute con l'assistenza del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ridistribuendoli ai detentori di token, sebbene la maggior parte dei fondi rubati sia rimasta irrecuperabile. Nel 2022, le autorità hanno accusato Ilya Lichtenstein e Heather Morgan di riciclaggio di Bitcoin rubati, valutati a quel tempo a 5.3 miliardi di dollari, con Lichtenstein che ha poi ammesso l'attacco hacker nel 2023, secondo Bloomberg. Operando nel panorama normativo in evoluzione del 2016, Bitfinex non ha dovuto affrontare sanzioni legali immediate, ma ha rafforzato i protocolli di sicurezza, incluse misure di sicurezza avanzate per i wallet. La violazione ha esposto vulnerabilità nei sistemi multi-firma, alimentando la richiesta di archiviazione decentralizzata, audit in tempo reale e una solida sicurezza informatica per ripristinare la fiducia nell'ecosistema delle criptovalute.
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