VivoPower International PLC ha annunciato mercoledì di aver raggiunto accordi con investitori privati per raccogliere 121 milioni di dollari tramite un'offerta di capitale al prezzo di 6.05 dollari per azione. L'offerta è stata guidata dal principe saudita Abdulaziz bin Turki Abdulaziz Al Saud e ha visto la partecipazione di diverse istituzioni specializzate in asset digitali.
L'operazione, che prevede la vendita di 20 milioni di azioni ordinarie, è stata quotata leggermente al di sopra dell'ultimo prezzo di chiusura della società al Nasdaq, pari a 6.04 dollari. L'aumento di capitale rimane soggetto all'approvazione degli azionisti e alle altre consuete condizioni di chiusura, tra cui la finalizzazione degli accordi di acquisto dei titoli.
Passaggio a una strategia di tesoreria incentrata su XRP
I proventi dell'offerta finanzieranno la transizione di VivoPower verso un'attività di tesoreria basata su asset digitali, incentrata su XRP, una criptovaluta sviluppata da Ripple Labs. L'azienda mira a investire nell'ecosistema XRP Ledger (XRPL) e a posizionarsi come la prima società quotata in borsa ad adottare un modello di tesoreria incentrato su XRP.
Il Presidente Esecutivo di VivoPower, Kevin Chin, ha descritto questa iniziativa come un passo avanti verso l'espansione dei casi d'uso reali di XRP, in particolare nei pagamenti transfrontalieri. Ha sottolineato che l'azienda intravede potenziali applicazioni blockchain nelle sue controllate, tra cui Tembo, che sviluppa veicoli elettrici, e Caret Digital, un'impresa di mining di criptovalute. Si prevede che entrambe le entità saranno scorporate entro la fine del terzo trimestre.
Adam Traidman, ex membro del consiglio di amministrazione di Ripple e co-fondatore di diverse aziende blockchain, entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di VivoPower in qualità di presidente. Traidman sta anche partecipando al round di finanziamento. Ha affermato che l'iniziativa riflette l'interesse istituzionale per un'infrastruttura blockchain scalabile.
Condizioni e conformità normativa
L'offerta è stata rivolta a investitori non statunitensi ai sensi del Regolamento S del Securities Act del 1933. Pertanto, i titoli in questione non sono stati registrati ai sensi delle leggi statunitensi sui titoli e non possono essere venduti a soggetti statunitensi a meno che non soddisfino i criteri di esenzione.
Si prevede che gli azionisti voteranno sulla proposta in un'assemblea provvisoriamente programmata per il 18 giugno. VivoPower ha dichiarato che la chiusura è subordinata a determinate condizioni, tra cui l'assenza di cambiamenti negativi sostanziali e la continuazione della quotazione delle sue azioni.
Disclaimer : Questo articolo ha scopo puramente informativo e non deve essere considerato un consiglio di trading o di investimento. Nulla di quanto contenuto nel presente documento deve essere interpretato come consulenza finanziaria, legale o fiscale. Il trading o l'investimento in criptovalute comporta un considerevole rischio di perdita finanziaria. Effettuate sempre le dovute verifiche prima di prendere qualsiasi decisione di trading o di investimento.
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