La Commissione per i titoli e gli scambi della Thailandia sta valutando nuove norme che consentirebbero agli investitori al dettaglio di accedere a determinati derivati su criptovalute negoziati su borse estere tramite intermediari autorizzati.
La proposta non aprirebbe le porte al trading illimitato di tutti i future o opzioni su criptovalute estere. Piuttosto, i prodotti ammissibili dovrebbero essere molto simili ai derivati disponibili in Thailandia e soddisfare ulteriori requisiti in materia di compensazione, leva finanziaria, regolamento e supervisione normativa.
La SEC ha aperto la consultazione pubblica sulla proposta, e i commenti saranno accettati fino al 30 settembre. Non è stata ancora annunciata una data di entrata in vigore.
Punti chiave
La SEC thailandese sta proponendo l'accesso al dettaglio a determinati derivati crittografici esteri tramite intermediari autorizzati.
I contratti ammissibili devono essere molto simili ai derivati nazionali in aspetti quali gli attivi sottostanti, la scadenza, la leva finanziaria e il regolamento.
Le borse estere necessiterebbero di compensazione tramite controparte centrale e di una supervisione regolamentare qualificata.
I prodotti che non soddisfano i criteri di accesso al dettaglio rimarrebbero riservati esclusivamente agli investitori istituzionali.
La proposta fa seguito alla decisione della Thailandia, presa a marzo, di consentire l'utilizzo di criptovalute e token digitali come asset sottostanti ammissibili per i derivati.
L'accesso al mercato al dettaglio sarebbe limitato ai prodotti idonei.
Secondo il quadro normativo proposto , i derivati su criptovalute offerti agli investitori al dettaglio all'estero dovrebbero essere sufficientemente comparabili ai prodotti negoziati in Thailandia. La SEC ha individuato diversi fattori da considerare, tra cui l'asset digitale sottostante, la scadenza del contratto, la leva finanziaria, il metodo di consegna e la struttura di regolamento. Ciò significa che un prodotto crittografico estero non diventerebbe automaticamente disponibile per gli investitori al dettaglio thailandesi solo perché quotato su una borsa estera regolamentata.
L'autorità di regolamentazione ha affermato che i derivati sulle criptovalute richiedono ulteriori garanzie poiché le strutture e i rischi dei prodotti negoziati a livello internazionale possono differire sostanzialmente. Le normative thailandesi vigenti consentono già agli intermediari autorizzati di agevolare gli investimenti in derivati esteri per clienti al dettaglio e con patrimoni elevati, a condizione che i contratti esteri siano comparabili ai prodotti disponibili a livello nazionale. La nuova proposta adatterebbe tale approccio specificamente ai derivati su asset digitali.
Le operazioni in valuta estera devono rispettare gli standard di compensazione e supervisione.
La SEC sta inoltre proponendo delle condizioni per le sedi estere in cui vengono negoziati i derivati su criptovalute ammissibili. I contratti qualificati dovrebbero essere compensati tramite una controparte centrale (CCP), che funge da intermediario tra acquirenti e venditori e contribuisce a gestire il rischio di controparte. La piattaforma di scambio dovrebbe inoltre essere vigilata da un'autorità di regolamentazione che rispetti gli standard internazionali specificati nella proposta.
I criteri dettagliati della SEC includono la supervisione da parte di autorità di regolamentazione collegate a organizzazioni internazionali di regolamentazione o di borsa riconosciute, contribuendo a garantire che i prodotti accessibili ai clienti al dettaglio provengano da mercati che operano nell'ambito di quadri di vigilanza consolidati. La proposta non fornisce un elenco definitivo di borse o criptovalute estere ammissibili.
Prodotti ad alto rischio riservati agli istituti
I derivati su criptovalute che non soddisfano le condizioni proposte per gli investitori al dettaglio rimarrebbero comunque disponibili solo per gli investitori istituzionali. La SEC ha affermato che tale distinzione riflette la complessità e gli elevati rischi associati ad alcuni derivati su asset digitali.
In genere, si ritiene che gli investitori istituzionali siano più preparati a valutare questioni quali leva finanziaria, volatilità, liquidità e rischio di regolamento. Questa struttura consentirebbe alla Thailandia di ampliare l'accesso ai prodotti esteri legati alle criptovalute senza considerare tutti i derivati ugualmente adatti agli investitori individuali.
La proposta non implica inoltre che gli investitori al dettaglio thailandesi otterrebbero un accesso diretto e illimitato agli exchange di criptovalute offshore. L'accesso rimarrebbe vincolato a intermediari autorizzati e a prodotti che soddisfino le condizioni stabilite dall'autorità di regolamentazione.
Le criptovalute entrano a far parte del quadro normativo thailandese in materia di derivati.
La consultazione fa seguito a una precedente modifica normativa che ha formalmente introdotto le criptovalute e i token digitali nel quadro dei derivati in Thailandia.
In una notifica datata 5 marzo, la SEC ha designato gli asset digitali come asset sottostanti ammissibili per i derivati. L'autorità di regolamentazione sta inoltre discutendo possibili specifiche contrattuali con la Borsa dei Futures thailandese. Tale lavoro potrebbe eventualmente stabilire parametri di riferimento nazionali rispetto ai quali valutare la similarità dei prodotti esteri.
La recente consultazione si basa pertanto su un'iniziativa già in corso volta a integrare l'esposizione alle criptovalute nei mercati dei capitali regolamentati della Thailandia, anziché creare un regime separato per l'accesso ai mercati offshore.
Conclusione
La proposta thailandese creerebbe un percorso controllato per consentire agli investitori al dettaglio di esporsi a determinati derivati su criptovalute esteri, mantenendo al contempo i prodotti più complessi riservati agli investitori istituzionali. Il quadro normativo si basa sulla comparabilità dei prodotti, sulla compensazione centrale e su una supervisione regolamentare riconosciuta, con la SEC che mira a garantire che i derivati su criptovalute esteri offerti ai clienti al dettaglio soddisfino standard simili a quelli applicati a livello nazionale.
Per ora, le norme restano solo proposte. La consultazione pubblica proseguirà fino al 30 settembre, dopodiché la SEC deciderà se modificare il quadro normativo e come le eventuali norme definitive dovranno essere implementate.
Disclaimer : Questo articolo ha scopo puramente informativo e non deve essere considerato un consiglio di trading o di investimento. Nulla di quanto contenuto nel presente documento deve essere interpretato come consulenza finanziaria, legale o fiscale. Il trading o l'investimento in criptovalute comporta un considerevole rischio di perdita finanziaria. Effettuate sempre le dovute verifiche prima di prendere qualsiasi decisione di trading o di investimento.
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